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DANISE/BLOG
13/08/2019, 18:50

crisi di governo, Mattarella, presidente della repubblica, presidente del consiglio,



Mattarella-ha-deciso---Risoluzione-della-crisi-di-governo-Governo-bis:-nomina-di-un-nuovo-governo,-presieduto-dallo-stesso-presidente-del-Consiglio-dei-ministri,-con-modifiche-della-compagine-ministeriale;


 Governo-bis: nomina di un nuovo governo, presieduto dallo stesso presidente del Consiglio dei ministri, con modifiche della compagine ministeriale;



È possibile distinguere le crisi parlamentari dalle crisi extraparlamentari. Le crisi parlamentari nascono da una votazione contraria sulla questione di fiducia o sul voto di fiducia, o favorevole ad una mozione di sfiducia; le crisi extraparlamentari, invece, si aprono in conseguenza di una crisi politica all’interno della maggioranza che sostiene il governo, a causa della quale quest’ultimo non ha la possibilità di far approvare i provvedimenti necessari alla propria azione e ne trae le conseguenze politiche dimettendosi, pur in assenza di un voto formale.

Per converso, l’accezione opposta si accompagna alla tesi della sostanziale natura elusiva dell’ortodossia costituzionale, da parte della crisi extraparlamentare: una mozione a prima firma di Oscar Luigi Scalfaro fu discussa il 14 gennaio 1991 dalla Camera dei deputati, per sostenere che in qualunque caso di dimissioni il Governo dovesse preventivamente informarne il Parlamento[2]. La mozione non ebbe seguito.

Risoluzione della crisi di governo.

Il presidente della Repubblica, in Italia, è colui che ricostituisce la fisiologia del "circuito democratico" mediante l’esercizio di sue precise attribuzioni .Dopo aver ascoltato una serie di rilevanti personalità politiche (leader di partito, capogruppo parlamentari, presidenti di Camera e Senato) può adottare diverse soluzioni in caso di crisi di governo:

Rinvio alle camere: rinvio del governo alle camere per la verifica della sussistenza del rapporto fiduciario in entrambi i rami del parlamento;

Governo-bis: nomina di un nuovo governo, presieduto dallo stesso presidente del Consiglio dei ministri, con modifiche della compagine ministeriale;

Nomina di un nuovo presidente all’interno della stessa maggioranza oppure espressione di una maggioranza differente da quella che sosteneva il governo uscente;

Elezioni anticipate: il presidente della Repubblica scioglie le camere ed indice nuove elezioni.


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